ECCELLENZE ITALIANE ED EUROPEE SI SONO UNITE
Il progetto nasce dall’idea di voler portare in Italia una realtà solida che abbia al proprio interno i principi di innovazione, sviluppo e crescita tipici di quella cultura che l’ingegnere Francesco Zanini, Ph.D. presidente del gruppo, ha potuto respirare, vivere e interiorizzare nel suo percorso formativo e lavorativo presso i centri di eccellenza di tutto il mondo, dalla Silicon Valley al Politecnico di Losanna, fino al Giappone.

Francesco Zanini è originario di Malcantone, frazione di San Giacomo delle Segnate nell’Oltrepò Mantovano, e racconta così: “Ho maturato un percorso costantemente in salita per guadagnarmi la possibilità di poter studiare in strutture di eccellenza.

Al di là delle nozioni tecniche, il valor aggiunto che maggiormente ho capitalizzato è stata la mentalità di correttezza e profonda meritocrazia, dove ogni opportunità deve essere guadagnata e dove, prima di pensare ai diritti, bisogna pensare ai doveri e a quello che costruttivamente si apporta in ogni ambiente che si frequenta. La cosa più triste è stato vedere nel contesto californiano quanto l’apporto italiano ed europeo sia importante nello sviluppo delle tecnologie di eccellenza americane; a mio parere gli americani hanno una mentalità da coltivatori, a loro piace creare e far diventare gli amici ricchi facendoli lavorare e dando loro l’opportunità per farlo.
In Italia molti hanno la mentalità più da cacciatori, ovvero pensano a sfruttare più che a coltivare e far crescere.

La mia idea è stata quella di creare uno staff di collaboratori pronti a dare il meglio di sé per portare a termine e raggiungere i loro sogni di successo creando opportunità per tutti.”

La rivoluzione è iniziata, il vento della libertà sta soffiando
Recentemente Francesco Zanini è diventato membro dell’Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali. L’Accademia nasce come Dipartimento dell’Ente Nazionale per la Valorizzazione dell’Industria, Commercio e Artigianato fondato nel 1981 con lo scopo di promuovere l’operosità italiana nel mondo attraverso scambi economici e culturali con enti e istituzioni internazionali. L’Ingegnere ne è entusiasta e commenta: “In coerenza con il pensiero del presidente dell’Accademia dottor Carpintieri e del dottor Gioffreda, sfrutterò questo incarico per rafforzare ancora di più a livello nazionale e internazionale l’importante figura dell’Italia nel creare occasioni di sviluppo economico per il paese, con particolar riguardo al far del bene facendosi del bene’. ‘Il vento della libertà sta soffiando’ è la frase riportata sul logo della Stanford University, punta di diamante dei centri di ricerca americani; durante la mia esperienza a Stanford ho potuto notare come studenti del mio stesso laboratorio hanno potuto fondare imperi come Yahoo oppure diventare vice-presidenti di industrie come la Microsoft. La mia idea è quella di fare da colla per collegare tutti questi contatti e creare un Hub a Poggio Rusco e farla diventare la nuova Cupertino italiana. In Collaborazione con Futura Impianti come primo lavoro abbiamo dotato la Island s.p.a. di Mantova di una tecnologia unica nel suo genere e per questo dobbiamo dire grazie al dottor Luigi Bianchi per la fiducia data a un progetto sperimentale, non avendo visto neppure il prototipo; in seguito abbiamo stretto accordi con le principali case automobilistiche italiane per fornirle di tecnologie uniche e innovative per la sostenibilità elettrica bypassando li miti delle tecnologie attuali che il litio impone, abbiamo stretto accordi con molte società leader di settore. Un esempio?
Nel settore della refrigerazione industriale con Crea s.p.a. per dotarla di tecnologie uniche e innovative che garantiranno vantaggi sostanziali rispetto alla concorrenza. Abbiamo voluto diversificare il più possibile le provenienze regionali dei nostri collaboratori, abbiamo al nostro interno Lombardi, Piemontesi, Friulani, Veneti, Toscani, Siciliani, Calabresi, Emi- liani, cercando di creare diversità culturali in quanto, a mio parere, è una risorsa molto importante da valorizzare. Stiamo inoltre buttando giù le basi per una rivoluzione che a breve toccherà il settore energetico. La collaborazione che ci ha come capofila vuole imbrigliare la fusione nucleare da un punto di vista mai fatto prima. Non vogliamo avere come obiettivo rese altissime, dimensioni enormi e radioattività molto alte, ci accontentiamo di rese più modeste ma con rischio zero per la salute e l’ambiente. La soluzione sta nel fatto che la reazione di fusione genererà, come scarto della reazione, non elementi instabili che decadono generando radiazioni dannose per l’uomo, ma stabili e quindi inerti. Di più non posso dire in quanto il progetto è attualmente in fase di sviluppo e ci sono grandi realtà coinvolte.”
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